GRUNGEART – 17 GIUGNO 2017

Sabato 17 giugno 2017

Seduta in piazza a Serramazzoni, sto per assistere ad uno spettacolo che si rivelerà essere un viaggio sensoriale a tutto tondo, che mi regalerà la bellissima sensazione di sentirmi completamente avvolta dalla musica e dall’atmosfera intorno. Protagonisti di questo evento sono cinque ragazzi che armati di strumenti musicali, microfoni e parole daranno vita a musica, letture e poesia, affiancati da un’artista silenzioso munito invece di tele, colori e stracci. Quelle che ad un primo sguardo possono apparire come espressioni artistiche differenti e scollegate tra loro, sono in realtà la caratteristica e il punto di forza dei Grungeart: coloro che hanno avuto l’idea e il coraggio di farle convivere in un unico spettacolo.

Filo conduttore è la scena grunge di Seattle degli anni ’90: le cover di gruppi musicali che hanno segnato maggiormente l’epoca, il territorio e il suo sentire, sono intervallate da momenti di riflessione ispirate dalle parole di Luca Ispani riguardo tematiche che caratterizzavano quella scena e spesso quegli stessi personaggi che ci hanno lasciato in eredità un tesoro musicale immenso. Tematiche tutt’ora attuali, che ritroviamo presenti nella vita di tutti i giorni, ma che spesso cerchiamo di nasconderci agli occhi.

Mentre sul palco si susseguono in alternanza musica e poesia, non si riesce a distogliere lo sguardo dalla creazione cui nel frattempo sta dando vita Gianluigi Saltini: è particolare notare come essa cambi a seconda  del sentire dell’artista, come sia influenzata dal sottofondo musicale del momento, come muti improvvisamente anche nei colori, quando si raggiunge l’apice della serata con alcune tra le canzoni più profonde e con le parole dedicate a Chris Cornell, scomparso da appena un mese.

Sul finire dell’evento risuonano in sottofondo le prime note di Come as you are dei Nirvana. Non poteva essere scelto brano più azzeccato dai bravissimi ragazzi della band che sono riusciti a riassumere in una sola canzone il tema principale affrontato durante l’intera serata, cioè la necessità di combattere gli atti di bullismo sui più deboli e la continua lotta per accettare se stessi e gli altri semplicemente così come si è.

Sabato sera ho avuto l’opportunità di distaccarmi momentaneamente dalla realtà per immergermi ancora una volta in questo movimento musicale e artistico nato nel piccolo e disperso stato di Washington. Ho respirato ancora una volta quell’aria lontana, ma per me così famigliare che sempre fa riaffiorare in me, in modo potente, la passione che da anni coltivo per questo genere. Una passione che appartiene ai Grungeart e che hanno saputo esprimere a trecentosessanta gradi grazie all’unione di musica, parole e arte visiva.

Questo fa la differenza, il sentire vero e la ricerca di una chiave innovativa per poter comunicare a chiunque la grandezza del movimento grunge, non solo a livello musicale, ma anche poetico e artistico.

Elisa

 

 

 

 

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