TEMPO… DI RIFLESSIONI

Il tempo… come si può definire il tempo?

Il tempo è davvero difficile da definire, è una cosa per lo più astratta. Da sempre l’uomo ha cercato un modo per renderlo tangibile, per organizzarlo e decifrarlo universalmente: attraverso  lo scorrere naturale dei giorni, strutturandolo in settimane, mesi e anni e infine cercando di controllarlo con strumenti via, via sempre più sofisticati.

Il tempo non si tocca, scorre silenzioso, ma si sente e sì, in qualche modo lo si vede anche, di riflesso diciamo. Lo sentiamo e lo vediamo prima di tutto su noi stessi, nella continua evoluzione che il nostro corpo ci propone ogni singolo giorno, nei cambiamenti a cui assistiamo in noi e che osserviamo sugli altri. Quante volte ci capita di rivedere una persona a distanza di tempo e notare come essa sia più o meno cambiata.

Il tempo è una costante della nostra vita, ogni nostra azione è scandita dal tempo. Le nostre giornate sono organizzate in base ad orari specifici, ogni giorno calcoliamo cosa ci rimane del nostro tempo per fare o svolgere determinate attività e incastriamo nel tempo libero il più possibile, per riuscire a realizzare tutto ciò che vorremmo fare, che ci piace. Tuttavia il tempo non ci basta mai e spesso ci troviamo a dover scegliere, a decidere come, in cosa e con chi dedicare le poche ore libere che ci rimangono della giornata, finendo per sentirci vittime del tempo.

Viviamo in una società così frenetica, così veloce, dove si vuole tutto e subito, dove il tempo è davvero denaro perché non possiamo permetterci di sprecarne nemmeno un secondo del nostro prezioso tempo. Ci ritroviamo spesso a fare più cose in uno stesso istante pensando di guadagnare così qualche minuto in più, pensando dentro noi stessi “bene, anche questa è fatta”, provando talvolta anche soddisfazione nell’aver fatto così tante cose nel poco tempo a disposizione. Siamo entrati in un vortice dove regna la fretta, dove per assurdo chi si muove più veloce è migliore degli altri, perché è attivo, perché fa… ma cosa fa? Perché spesso la sensazione che prevale è che il tempo ci scappi tra le dita.

Ma noi siamo realmente partecipi del nostro tempo?

Stiamo vivendo questa cosa misteriosa chiamata vita e, senza andare ad aprire discorsi troppo lunghi e complessi, non abbiamo idea di quello che sarà il nostro destino. Ogni singolo giorno affrontiamo la quotidianità senza sapere cosa ci riserva, cosa ci succederà, nessuno di noi sa quanto tempo ha davvero ancora a disposizione. Anzi, spesso dentro di noi abbiamo quasi la convinzione che a noi certe cose non ci possano accadere, che quindi avremo tempo per tutto prima o poi. Rallenteremo quando saremo vecchi, quando non avremo più le forze e le energie, ma ora dobbiamo correre e andare e fare e…  Allo stesso modo certe decisioni le rimanderemo a quando ci saranno le condizioni ottimali per realizzarle o se e per caso ci ritroveremo l’occasione sperata tra le mani, perché ora non abbiamo tempo da dedicarci, non possiamo fermarci a riflettere.

Quindi come lo stiamo vivendo il nostro tempo?

Ovviamente ognuno di noi ha la sua concezione, la sua idea e il suo modo, ma la sensazione è che spesso non lo viviamo con l’intensità dovuta. Non ci accorgiamo di quante cose ogni giorno perdiamo, non cogliamo, non vediamo, pur di non perdere tempo, di quanti gesti ci stiamo dimenticando o non valutiamo più necessari pur di guadagnare un secondo in più. Un semplice saluto accompagnato da un sorriso sincero, il fermarsi per dare indicazioni ad un passante che chiede informazioni, o anche solo il guardarsi attorno e godere della vista di un paesaggio, di un tramonto, di una sera. Come anche l’ascoltare e partecipare ad un dialogo con una persona che ci sta a cuore, dedicarle parte del nostro tempo

Ma ancora più importante: il fermarsi ad ascoltare se stessi.

Nel mondo di oggi non è molto contemplato questo aspetto, anzi, forse proprio la paura di ascoltarci, di sentire come stiamo realmente dentro, di chi veramente siamo, ci porta a riempire ogni piccolo spazio pur di evitarci queste difficili e talvolta fastidiose riflessioni. Forse prenderci del tempo per pensare potrebbe farci capire che non stiamo utilizzando il nostro tempo nel modo migliore e che nonostante i nostri sforzi per arrivare dappertutto, dentro in realtà avvertiamo un vuoto.

A me sembra che il vuoto sia dato proprio da questo: dalle piccole azioni che ormai riteniamo superficiali, dagli scambi umani che purtroppo vanno sempre più svanendo, dal non consentire a noi stessi di godere insieme di momenti, di attimi, di assaporare istanti di presente in cui il nostro pensiero non sia inquinato dal bisogno e dalla fretta di fare.

Spero di non avervi fatto perdere il vostro prezioso tempo con queste semplici riflessioni che avevo voglia di condividere con voi, nessuna verità, solo pensieri che mi auguro possano portare tutti noi a riflettere su come stiamo vivendo questo mondo, la nostra vita e il nostro tempo.

Anch’io sto cercando di costruirmi una mia linea guida, un’idea di come per me sia giusto impegnare il tempo che ho a disposizione, cercando e sforzandomi di non dimenticare, anzi, di esaltare i valori in cui credo e dedicando a questi uno spazio maggiore. Non è per niente facile, dal momento che io per prima sono vittima della frenesia, dei luoghi comuni e di quello che ci chiede la società che ci circonda.

Però ricordiamoci che la società siamo anche noi, che la vita è nostra e che soprattutto c’è anche un nostro tempo.

Elisa

 

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